90 KM DI CORSI D'ACQUA SOTTO I FERRI AD AREZZO

11 ottobre 2018

Interventi per oltre 600mila euro Il vicesindaco Gamurrini e l’assessore Sacchetti: “lavori determinanti per la sicurezza idraulica della città” Tamburini: “strategia ecocompatibile per garantire il corretto deflusso delle acque nel rispetto dell’ambiente e del ricco habitat che si è sviluppato nei torrenti”

Cantieri aperti e operai al lavoro sui principali corsi d’acqua della città. Arezzo si sta preparando ad affrontare l’autunno con gli interventi programmati dal Consorzio di Bonifica Alto Valdarno per garantire il corretto deflusso delle acque e rimettere in sesto, dove serve, le opere che contribuiscono alla tenuta di canali e torrenti.  L’operazione “fiumi sicuri” prevede un investimento di oltre 600 mila euro e un trattamento diffuso, su quasi 90 chilometri del reticolo idraulico urbano. La maxi-cura, già in atto in molti punti del capoluogo, è stata presentata dal vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini, dall’assessore all’ambiente Marco Sacchetti e dal presidente del CB2 Paolo Tamburini. Minimo comune denominatore della terapia: il contenimento della vegetazione. Via dunque i cespugli che si sono sviluppati  nell’alveo, via, sulla sponda,  la vegetazione raggiunta dalle acque ordinarie, via, nella parte più alta della stessa, le piante instabili, malate o che possono interferire con il deflusso idraulico. L’obiettivo è lasciare spazio solo, dove possibile, alle essenze più giovani, flessibili e resistenti alle sollecitazioni della corrente. Ma il corretto scorrimento delle acque deve essere assicurato in modo “ecocompatibile”, quindi senza alterare l’habitat naturale. Anche per questo, sfalcio e taglio selettivo delle piante, vengono eseguiti meccanicamente, in porzioni molto ridotte del territorio: solo dove la situazione lo consente e, soprattutto, dove questo non va ad impattare con le  condizioni vitali della fauna e dell’ittiofauna presente. In tutti gli altri casi, il lavoro viene eseguito manualmente.

“Interventi importanti per garantire la sicurezza idraulica della città – commentano il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini e l’assessore Marco Sacchetti. Sono anche i cittadini a segnalare situazioni di degrado in alcuni torrenti, dovute proprio alla presenza della vegetazione troppo fitta. Fondamentali, quindi, i lavori in corso e in programma per dare risposte concrete”.

“Il nostro impegno è rimuovere la vegetazione erbacea e arbustiva dagli alvei e dalle opere idrauliche, con grande attenzione al mantenimento del contesto ecologico ambientale del corso d’acqua - spiega il presidente Tamburini, ricordando che - un fiume è bello e  sicuro, se è pulito e in perfetto equilibrio con l’ambiente. Il risultato si ottiene con una manutenzione attenta che prevede la rimozione graduale della vegetazione, con una valutazione della sua resistenza al moto della corrente, e con un taglio selettivo delle piante che punti a preservare, per quanto possibile, le specie autoctone”. Querce, aceri, frassini, olmi e soggetti monumentali rimarranno quindi, al loro posto. “La manutenzione idraulica – conclude Tamburini -  serve a migliorare le caratteristiche naturali dell’alveo e ad eliminare eventuali ostacoli, ma è un obbligo salvaguardare anche la varietà  della vegetazione ripariale e favorire lo sviluppo delle specie che, con il loro apparato radicale, contribuiscono a consolidare la stabilità dei versanti”.
Questi i criteri seguiti dalle squadre tecniche  all’opera sul territorio urbano per dare forma ai cinque lotti di lavori ancora in esecuzione. Il più consistente, da 200 mila euro, interessa complessivamente 26 chilometri del: Vingone e affluenti, Rio Valtina, Castro, Bicchieraia, Maspino e affluenti, Frassine e Antria. Al secondo posto, con un investimento di 145 mila euro, il lotto nella zona sud della città, tocca, in località Policiano, il Rio Policiano e degli Oppi, in località Rigutino e  Frassineto, il Rio Grosso, il Rio Rigutino e affluenti, il Rio di Vitiano e il Rio di Cozzano e affluenti, per un totale di 23 chilometri di tratti. Al terzo posto nella hit degli importi, arrivano i 120 mila euro che il Consorzio ha destinato, per un totale di 19 chilometri, agli affluenti del Torrente La Chiassa, in località Ponte alla Chiassa – Tregozzano, al Fosso di Marcena in località Marcena, al  Torrente Gavardello di San Polo nella zona nord della città, al Fossatone, Fosso Sellina, al Torrente Lota, al Torrente Vingone di San Giuliano nella zona sud est di Arezzo, al Fosso delle Gorghe, in località Meliciano. 100 mila euro sono la somma necessaria per rimettere in sesto i tracciati in zona Olmo - San Zeno. Sotto i ferri 12 chilometri di tratti del Rio di Mugliano, Rio delle Querce, Fosso dell’Olmo, Rio di Sant’Antonio, Rio della Doccia e Rio di Pigli. Più piccolo per estensione ma importante ai fini della riduzione del rischio idraulico è il lotto che interessa il Castro e i suoi affluenti. In tutto un tratto di 6,5 chilometri per il cui restyling è prevista una spesa di 66mila euro. E’ già ultimata, invece, la manutenzione ordinaria dell’area di espansione del Torrente Castro in località Cognaia, con lavori eseguiti in amministrazione diretta dal Consorzio nel mese di agosto e per una spesa totale di  15mila euro.

I lavori

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