
La briglia è tornata a svolgere la sua funzione e il torrente Oreno ha ritrovato il suo equilibrio. Si è concluso a Laterina Pergine Valdarno il ripristino di un’opera che, nel corso degli anni, era stata progressivamente danneggiata dall’azione dell’acqua.
Un lavoro, realizzato dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, ponendo grande attenzione alla tutela dell’ambiente.
Prima dell’apertura del cantiere, infatti, si è provveduto al recupero dei numerosi pesci presenti nel tratto, trasferendoli in una zona sicura del torrente, lontana dall’area di intervento e dagli effetti dell’intorbidimento delle acque.
Solo dopo il completamento delle operazioni di recupero della fauna ittica, il cantiere è entrato nel vivo.
La briglia presentava segni evidenti di deterioramento, provocati dalle infiltrazioni e dai fenomeni erosivi. Il danneggiamento aveva compromesso parte della funzionalità della struttura e rendeva necessaria la sua manutenzione, per evitare che la situazione potesse aggravarsi, con possibili conseguenze anche sul tratto del torrente a monte e a valle.
Prima di intervenire, i tecnici dell’Ente hanno effettuato una serie di sopralluoghi per valutare le condizioni della briglia e del corso d’acqua e definire le modalità operative più adeguate.
Per consentire l’esecuzione dei lavori, le acque del torrente sono state temporaneamente deviate. In questo modo le squadre hanno potuto operare direttamente sulla struttura e procedere al ripristino del corpo centrale della briglia. L’intervento è stato poi completato con la sistemazione anche dei muri d’ala.
“La sicurezza idraulica passa dalla cura quotidiana del territorio – sottolinea la presidente del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, Serena Stefani –. Interventi come quello realizzato sul torrente Oreno fanno parte del lavoro ampio e articolato svolto dal Consorzio sul reticolo di gestione. Un impegno che viene programmato annualmente con grande attenzione alle caratteristiche di ogni corso d’acqua”.
“La manutenzione ordinaria è uno degli strumenti principali per garantire nel tempo la funzionalità del reticolo idraulico – aggiunge il direttore generale Tulio Marcelli –. Significa conoscere i corsi d’acqua, monitorare le opere, riconoscere i segnali di deterioramento e intervenire quando è necessario, tutelando la fauna presente”.
“L’intervento sul torrente Oreno è un esempio concreto del valore della manutenzione ordinaria come strumento di prevenzione – conclude l’ingegner Simona Cioli dell’Area Manutenzioni del Consorzio –. Abbiamo recuperato una struttura danneggiata, ridotto il rischio di ulteriori fenomeni erosivi e restituito al corso d’acqua una condizione di maggiore sicurezza e funzionalità”.