CONTINUA LA CAMPAGNA DI ASCOLTO DEL TERRITORIO

Data:
20 Ottobre 2023

“Oggi i nostri fiumi sono più sicuri, più belli e più vissuti. A undici anni di distanza dall’introduzione della LR 79/2012, possiamo dire che la norma ha dato risultati importanti: il contributo di bonifica richiesto ogni anno ai cittadini viene investito nella manutenzione ordinaria del reticolo idrografico di competenza. E’ un’operazione di prevenzione continua e costante che, nel tempo,  si è rivelata strategica: ha infatti contribuito significativamente a migliorare la funzionalità di corsi d’acqua e  opere idrauliche, il paesaggio e la capacità di attrazione del fiume”, spiega la Presidente del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno Serena Stefani.

Lo spartiacque tra  ieri, quando i fiumi abbandonati a se stessi incutevano solo timore e si trasformavano spesso in discariche all’aria aperta, è rappresentato proprio dall’intervento della LR 79/2012, che, riorganizzando il sistema della bonifica, ha permesso una manutenzione programmata, attenta alla mitigazione del rischio idraulico e alla valorizzazione dell’ambiente.

“Il fiume è ritornato a svolgere un ruolo centrale per le comunità e questo ritrovato amore per il corso d’acqua  si è tradotto in maggiore attenzione e rispetto. Da quando la manutenzione ordinaria si è intensificata, è cresciuto il senso civico e l’ per l’ambiente fluviale”, aggiunge la Presidente e conclude: “Una sensibilità amplificata anche dalla nascita e dallo sviluppo dei Contratti di Fiume, percorsi partecipativi che permettono di sviluppare una visione comune e condivisa del corso d’acqua”.

Il territorio in Alto Valdarno è protagonista. Così in vista della stesura del nuovo Piano delle Attività di Bonifica, lo strumento di programmazione degli interventi di manutenzione ordinaria da eseguire il prossimo anno,  il Consorzio ha avviato e sta proseguendo la consultazione dei sindaci dei 54 comuni che compongono il comprensorio e le assemblee dei Contratti di Fiume già insediate.

“In questo modo potremo valutare e definire insieme, nel rispetto del quadro normativo vigente,  le soluzioni migliori per mantenere “in forma” il reticolo, tenendo conto delle risorse disponibili, della complessità e della ricchezza degli ambienti fluviali, delle differenti sensibilità e dei molteplici valori con cui gli stessi vengono vissuti”.

 

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