
Sull’Arno, a Rignano, la manutenzione si fa in barca. Quando le sponde sono inaccessibili e gli alberi instabili rischiano di finire in alveo, servono soluzioni fuori dall’ordinario. Così il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno ha deciso di intervenire con piccoli natanti per raggiungere le alberature da rimuovere, tagliarle e recuperare il materiale vegetale direttamente dall’acqua, evitando che la corrente potesse trascinarlo verso la traversa e l’impianto per la produzione di energia elettrica di nuova realizzazione, situato poco più a valle.
L’intervento ha interessato piante di varie dimensioni, in condizioni precarie o particolarmente inclinate, la cui eventuale caduta avrebbe potuto compromettere la funzionalità del fiume, soprattutto in caso di eventi meteorologici intensi.
“Si trattava di alberature nate e sviluppatesi in posizioni particolari, a ridosso di muri e, proprio per questo, fortemente inclinate verso il fiume – spiega la geometra Giulia Pierozzi, dell’Area Manutenzioni del Consorzio – . La loro caduta nell’alveo avrebbe potuto creare ostacoli al passaggio dell’acqua. La rimozione si è resa quindi necessaria per ridurre le criticità e tutelare la sicurezza idraulica”.
“La presenza della traversa, immediatamente a valle del tratto sottoposto alle lavorazioni, rendeva particolarmente importante evitare il trasporto di tronchi e rami in prossimità della struttura, con possibili conseguenze sul deflusso e sulla funzionalità della stessa”, conclude.
Per raggiungere le aree interessate, non potendo percorrere le sponde direttamente con i mezzi, i tecnici hanno individuato un piccolo accesso da cui gli operatori hanno potuto lavorare direttamente dal fiume, utilizzando piccole imbarcazioni per poter effettuare i tagli e trasferire il materiale rimosso. Una modalità operativa particolare, resa necessaria dalla conformazione dei luoghi e dalla difficoltà di accesso da terra, considerata anche la vicinanza del ponte mediceo ubicato subito a monte. Con l’occasione sono stati rimossi i materiali accumulati sulla pila centrale e una pianta caduta che avrebbe potuto essere trasportata dalla corrente.
“Intervenire in questi contesti significa conoscere il territorio e individuare soluzioni adeguate alle caratteristiche di ogni tratto fluviale – aggiunge il direttore generale Tulio Marcelli -. In questa occasione è stato fondamentale valutare il periodo di intervento più opportuno, in funzione dell’andamento del cantiere di Regione Toscana sulla traversa e delle portate dell’Arno”.
L’operazione fa parte del Piano delle attività di bonifica (PAB) 2026, attraverso il quale il Consorzio programma gli interventi di manutenzione del reticolo idraulico di propria competenza.
“La manutenzione è un’attività di prevenzione che richiede attenzione, valutazioni puntuali e interventi calibrati sulle caratteristiche dei corsi d’acqua – sottolinea la presidente Serena Stefani –. Non sempre si tratta di lavori immediatamente visibili, ma ciascuno contribuisce alla tutela del territorio. Il nostro impegno è riconoscere le situazioni potenzialmente critiche e affrontarle con soluzioni efficaci, anche nei punti più difficili da raggiungere”.
Nel territorio comunale di Rignano sull’Arno, il programma manutentivo ha interessato anche il Fosso di Castiglionchio, il Fosso di Troghi compresa la risagomatura della sezione nel tratto all’interno dell’abitato di Troghi, il Fosso di Ricciofani con gli affluenti e il fosso del Selceto, al confine con Figline e Incisa Valdarno. Altri lavori hanno riguardato l’Arno e alcuni corsi d’acqua tributari, tra cui il Fosso di Ischieto e il Fosso di Romacale, in prossimità dell’abitato di Rignano.
“Il Piano delle manutenzioni 2026 è ormai nella fase conclusiva – conclude il Direttore –. L’obiettivo è mantenere efficiente il reticolo idraulico e limitare le criticità che possono ostacolare il deflusso delle acque, prestando particolare attenzione ai tratti urbani e alle zone in cui la presenza di infrastrutture o le caratteristiche ambientali richiedono una gestione accurata della vegetazione ripariale”.
“Grazie alla collaborazione con il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, stiamo completando gli interventi di mitigazione del rischio idraulico, che interessano sia il capoluogo sia le frazioni. Parallelamente, stiamo già lavorando insieme ai tecnici del Consorzio per valutare e programmare le opere da realizzare nel 2027, con l’obiettivo di garantire una cura costante del territorio e una maggiore sicurezza per le nostre comunità”, dichiara il Sindaco Giacomo Certosi e precisa: “In prossimità del ponte sull’Arno, abbiamo verificato con i tecnici consortili i lavori di manutenzione ordinaria, eseguiti direttamente dall’acqua con una modalità operativa particolare, studiata per intervenire in modo efficace sulla vegetazione ripariale. Un intervento che dimostra come competenza tecnica e attenzione al contesto ambientale possano integrarsi, assicurando la manutenzione del fiume nel rispetto delle sue caratteristiche naturali”.