
Come si recupera un’opera idraulica in un ambiente naturale protetto? Quali scelte tecniche permettono di intervenire senza compromettere gli equilibri dell’ecosistema? Le risposte sono arrivate direttamente dal torrente Oia, dove oggi gli studenti del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali dell’Università di Firenze (DAGRI), hanno seguito una lezione all’aria aperta dedicata al cantiere appena concluso dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno.
Le due briglie recuperate e le modalità operative con cui è stato attuato l’intervento, condivise con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, i Carabinieri Forestali, la Regione Toscana, sono diventate un caso concreto da osservare e approfondire: un’occasione per mostrare ai forestali di domani come progettazione, competenze tecniche e attenzione alla biodiversità possano tradursi in interventi efficaci sul territorio.
A condurre la lezione la presidente del Consorzio, Serena Stefani con l’ingegner Enrico Righeschi dell’Area Manutenzioni; il direttore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Andrea Gennai, e il professor Federico Preti dell’Università di Firenze. Sono stati affiancati da Mario Giannini del Nucleo Carabinieri Parco Stia e Paola Ciampelli del Reparto Carabinieri Biodiversità Pratovecchio, e da Lucio Valeri e Alessandro Volpone, e da rappresentanti del mondo delle imprese montane. Con loro il sindaco di Pratovecchio Stia Luca Santini; Emanuele Ceccherini e Gian Paolo Tellini, Presidente e Assessore dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino; dal presidente nazionale costruzioni di CNA Riccardo Roccati.
Un’occasione per sdoganare il metodo della passeggiata progettante come metodo di lavoro, come strumento per un confronto costante sul territorio, per individuare e risolvere le problematiche idrauliche, conservando gli ecosistemi e individuando nelle imprese locai le competenze necessarie per realizzare gli interventi.
L’appuntamento ha aperto la seconda edizione di “Montagna in prima linea”, manifestazione programmata dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, che si concluderà domani a Poppi, con il convegno “Difendere la montagna, costruire futuro, portandone lo spirito direttamente sul territorio.
Il programma rientra nel calendario delle celebrazioni per il 60esimo anniversario dell’alluvione del 1966.
“L’obiettivo dell’iniziativa – spiega la Presidente Stefani – non è solo di parlare di buone pratiche, ma di mostrarle dove prendono forma, trasformando un lavoro eseguito di recente in un laboratorio di conoscenza per le nuove generazioni di professionisti”.
“L’esperienza dell’Oia – aggiunge il Direttore Generale Tulio Marcelli – è diventata così un punto di partenza per condividere metodi, competenze e soluzioni replicabili anche in altri contesti montani, affinché la cura del territorio possa contare su una collaborazione concreta tra istituzioni, università e imprese locali”.