Più sicurezza idraulica, più tutela della biodiversità, più attenzione al paesaggio. E un ruolo da protagonista per le imprese locali. La manutenzione dei corsi d’acqua in montagna è una sfida che richiede competenze, esperienza e collaborazione.
A 60 anni dall’alluvione del 1966, che ha segnato profondamente la Toscana, Montagna in prima linea torna a mettere al centro il valore della prevenzione e di una manutenzione capace di coniugare sicurezza idraulica e rispetto dell’ambiente.
È questo il filo conduttore del convegno “Difendere la montagna, creare futuro”, organizzato dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, in collaborazione con ANBI, ANBI Toscana, Regione Toscana, Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, CNA Arezzo e UniFi-DAGRI, nell’ambito del Contratto di Fiume Casentino H2O e del programma di iniziative dedicate alla memoria dell’alluvione.
Al centro del confronto, una manutenzione “gentile”, programmata e condivisa, costruita attraverso le passeggiate progettanti: momenti di lavoro sul campo in cui enti, tecnici e operatori mettono a confronto competenze e punti di vista per individuare soluzioni efficaci, sostenibili e rispettose delle caratteristiche del territorio.
L’incontro si concluderà con la firma del protocollo d’intesa tra Consorzio di Bonifica e Parco Nazionale, per applicare le Linee guida per la manutenzione sostenibile del reticolo idrografico, frutto di anni di sperimentazione, ricerca e confronto sul territorio.
Le linee guida saranno inoltre consegnate ad ANBI e Federparchi, con l’obiettivo di diffondere queste buone pratiche e favorirne l’applicazione in altri contesti.
Appuntamento, domani 30 ottobre, a Poppi, presso il Resilia Casentino Tech Hub, a partire dalle ore 10.00.