CONTRO IL GELO E LA SICCITA’ SCENDE IN CAMPO IL CB2

A metà marzo per sconfiggere le brinate notturne e difendere dal freddo gli alberi da frutto in fioritura. Dall’inizio di aprile per combattere la siccità che sta già assetando la Valdichiana, dove il primo ad andare in sofferenza è stato il versante senese.

Il Consorzio 2 Alto Valdarno ha lavorato sodo nonostante l’emergenza da COVID 19: solo così ha potuto realizzare  a tempo di record tutti gli interventi necessari per garantire in anticipo, rispetto al canonico calendario, la sistemazione e la piena funzionalità delle reti.

I rubinetti nei cinque distretti irrigui consortili sono aperti ormai da giorni e   viaggiano a pieno ritmo, nonostante la pioggia caduta negli ultimi giorni, che ha allenato la morsa della siccità senza però risolvere il problema.

D’altronde i numeri raccontano una situazione inusuale e   preoccupante, contro cui occorre sfoderare armi nuove e ben più affilate rispetto al passato.

A dirlo sono i millimetri di pioggia rilevati dalle tre centraline di Cesa, Bettolle-Sinalunga, Rigomagno.

Nel 2020, tra gennaio ed aprile, in media, sono caduti 83 mm di pioggia; un terzo della quantità registrata nello stesso quadrimestre, nel triennio 2017-2019, quando il valore si impennava fino a toccare i 240 mm.

Se vogliamo una conferma basta confrontare le precipitazioni dell’aprile 2019 con quelle dell’aprile 2020: un 182 mm a 30 mm che fa sussultare le numerose e qualificate imprese agricole del territorio, area caratterizzata da orticole coltivate in pieno campo, mais, alberi da frutto, dove per quasi un mese e mezzo non è piovuto.

“In questo periodo dell’anno vengono avvengono le semine di ortaggi e la messa a dimora delle piantine.  E’ una fase particolarmente delicata, in cui è essenziale garantire la disponibilità di acqua con continuità. Il Consorzio, consapevole delle necessità delle imprese agricole, si è adoperato per risolvere tutti i problemi tecnici rapidamente e per assicurare la risorsa necessaria. Questo ha permesso di salvare le produzioni di valore che, insieme ai frutteti e alle colture industriali, caratterizzano sempre più la Valdichiana aretina e senese”, spiega il direttore Generale Francesco Lisi e aggiunge: “Nonostante il COVID 19 siamo riusciti a fronteggiare l’emergenza idrica, scattata per motivi diversi, a poche settimane di distanza: a marzo per i trattamenti anti-brina, quindici giorni dopo per combattere la siccità”.

Proprio queste emergenze continue ed opposte sono il segnale di cambiamenti profondi, che richiedono nuove strategie.

“Non esiste più la campagna irrigua del passato, quando al Consorzio si richiedeva una fornitura di acqua per 4 mesi l’anno. Adesso abbiamo di fronte sfide diverse, con bisogni che si possono dilatare anche per periodi molto più lunghi, se non per l’intero anno. Se il trend che vediamo sarà confermato, il nostro ente dovrà  rivedere  l’organizzazione e la strutturazione del servizio per poter garantire all’agricoltura la necessaria fornitura di risorsa 12 mesi l’anno”, conclude Lisi.

Il cibo è irriguo d’altronde e ricordarlo è importante perché non si tratta di un semplice adagio.

“L’irrigazione  contribuisce in modo significativo al valore agricolo e, quindi, a garantire la stabilità del reddito per l’impresa locale, riducendo gli eventuali rischi legati a un andamento meteorologico sempre più condizionato dai cambiamenti climatici”, commenta la Presidente Serena Stefani, citando un recente studio commissionato da ANBI, l’associazione nazionale dei Consorzi di Bonifica e irrigazione, all’Università di Trieste: “L’incremento di valore riconducibile all’irrigazione nei suoli a seminativi è mediamente pari al 27 per cento, ma il contributo cresce notevolmente per i suoli a colture specializzate come la Valdichiana: per i frutteti infatti il valore si impenna di un + 35%   per arrivare fino a toccare un +82% per i suoli ad ortive”.

“L’importanza economica dell’irrigazione è evidente. Ma è evidente anche il ruolo strategico che gioca in campo ambientale e paesaggistico, nel favorire la permanenza delle comunità sul territorio, nel mantenere le filiere produttive, nel provvedere alla ricarica delle falde sotterranee e alla conservazione degli agroecosistemi, nel ridurre e contrastare il fenomeno della subsidenza e dell’intrusione salina nelle falde. Proprio per questo il nostro Consorzio è impegnato a promuovere e a sviluppare la distribuzione collettiva dell’acqua. Oltre ai quattro distretti, attualmente attivi, dotati di 157 km di reti capaci di portare la risorsa a 200 utenti su una superficie di 3350 ha,   abbiamo in programma la realizzazione del Distretto 8 di Cardeta, nel comune di Castiglion Fiorentino, e allo studio la creazione del maxi-Distretto 23: un impianto al servizio di oltre 2.300 ha di territorio tra i comuni di Marciano della Chiana, Foiano della Chiana e Castiglion Fiorentino. Ma ancora non basta. Dobbiamo lavorare per consentire una diffusione più capillare delle reti. E’ un appello che lancio a tutte le istituzioni regionali e nazionali: lo sviluppo dei distretti è essenziale per garantire un futuro all’economia agricola del nostro comprensorio su cui insistono aziende moderne e dinamiche che vantano prodotti di eccellenza”, conclude Stefani.

 

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