VIA IL PIOPPO MALATO

La speranza di  “salvare” il pioppo nero, cresciuto sulla sponda del Bicchieraia ad Arezzo, è svanita con l’esito della perizia fitostatica e la diagnosi fitosanitaria eseguita dal dottor Massimiliano Hajny.

Lo specialista,  consultato  dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno per avere un quadro clinico preciso  e   indicazioni sulle eventuali cure per affrontarlo, è stato lapidario.

Le indagini effettuate con il sistema VITA (Visual Tree Assessment), infatti,  hanno portato alla diagnosi peggiore: per il populus nigra di via Anconetana nessuna chance.

Le condizioni generali erano tanto complicate da collocarlo nella  categoria D, quella riservata agli esemplari che, per difetti strutturali e/o morfologici e sanitari, sono ad alto rischio di caduta e schianto e hanno una prospettiva di vita gravemente compromessa, tanto da rendere vano qualsiasi intervento di risanamento.

“L’indagine – spiega   Giulia Pierozzi del settore difesa idrogeologica del Consorzio e Direttore Lavori – purtroppo ha confermato i nostri sospetti. L’inclinazione del  fusto; gli attacchi di funghi e insetti Xilofagi al colletto; il castello compromesso da troppe capitozzature con   necrosi ed essudati; le grandi cavità dovute a marciumi interni… Tutte queste complicazioni hanno portato il   consulente a dichiarare che per  il pioppo, ormai giunto alla fine del ciclo vegetativo, unica soluzione era l’abbattimento, anche per le dimensioni raggiunte dalla pianta, che amplificavano il già alto rischio  di ribaltamento con conseguenti  possibili gravi danni e conseguenze  per gli argini, per l’ostruzione del torrente e per  la pubblica incolumità vista la presenza in zona di strade, parcheggi e abitazioni”.

Di qui la decisione di intervenire.

I due fusti di grandi dimensioni che andavano a comporre un’unica pianta sono stati rimossi qualche giorno fa con l’impiego di una piattaforma aerea, collocata sulla sede stradale. 

Il Consorzio  fino all’ultimo si adopera evitare soluzioni drastiche”, commenta la Presidente Serena Stefani. “Siamo infatti ben consapevoli di quanto sia importante la vegetazione fluviale, una ricchezza   per l’ambiente, la vita del corso d’acqua e l’intera collettività. Proprio per questo, prima di procedere con gli abbattimenti, soprattutto quando si tratta di esemplari importanti, commissioniamo approfondimenti e verifiche specifiche, molto approfondite con l’impiego dei più avanzati metodi diagnostici. Purtroppo ci sono situazioni in cui non ci viene offerta un’alternativa.  Come in questo caso”.

Completata la messa in sicurezza dell’area, sul torrente Bicchieraia presto torneranno all’opera mezzi e uomini del Consorzio: questa volta per eseguire la manutenzione ordinaria prevista dal piano delle attività 2021. Dagli interventi saranno interessati anche il Castro e il Vingone, gli altri due corsi d’acqua che attraversano la città di Arezzo.

 

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